2ª di AVVENTO 2025: CONVERTITEVI
Questa domenica ci invita ad aprire il cuore e a esprimere il nostro desiderio di rinnovamento spirituale, per accogliere pienamente il Natale e la venuta del Signore.
Questa domenica ci invita ad aprire il cuore e a esprimere il nostro desiderio di rinnovamento spirituale, per accogliere pienamente il Natale e la venuta del Signore.
Questa domenica ci invita ad aprire il cuore e a esprimere il nostro desiderio di rinnovamento spirituale, per accogliere pienamente il Natale e la venuta del Signore.
“Egli aspetta con costanza il prezioso frutto della terra. Siate dunque costanti, fratelli, fino alla venuta del Signore. Guardate l’agricoltore: egli aspetta con costanza il prezioso frutto della terra finché abbia ricevuto le prime e le ultime piogge. Siate costanti anche voi, rinfrancate i vostri cuori, perché la venuta del Signore è vicina” (Gc 5,7-9).
“Egli aspetta con costanza il prezioso frutto della terra. Siate dunque costanti, fratelli, fino alla venuta del Signore. Guardate l’agricoltore: egli aspetta con costanza il prezioso frutto della terra finché abbia ricevuto le prime e le ultime piogge. Siate costanti anche voi, rinfrancate i vostri cuori, perché la venuta del Signore è vicina” (Gc 5,7-9).
Il messaggio centrale della Solennità di Nostro Signore Gesù Cristo Re dell’Universo è che Cristo regna non con potere mondano, ma con amore, umiltà e servizio. Egli è presente nei sacramenti e nel volto dei più piccoli: ogni atto di amore verso chi soffre, ha fame, è solo o malato, è fatto direttamente a Lui (Mt 25,31-46).
Il vangelo di questa domenica è un invito alla vigilanza, alla fede e alla testimonianza coraggiosa, sostenuti dalla promessa di Dio di fornire parola e sapienza in momenti di difficoltà.
Con la parabola del fariseo e del pubblicano che salgono al tempio per pregare, Gesù ci dà ancora una volta alcuni insegnamenti sull’umiltà, virtù indispensabile per trattare Dio e gli altri; è anche “la disposizione necessaria per ricevere gratuitamente il dono della preghiera”.
Con la parabola del fariseo e del pubblicano che salgono al tempio per pregare, Gesù ci dà ancora una volta alcuni insegnamenti sull’umiltà, virtù indispensabile per trattare Dio e gli altri; è anche “la disposizione necessaria per ricevere gratuitamente il dono della preghiera”.
La storia di Lazzaro ci insegna che la vera tragedia è perdere se stessi confondendo l’essere con l’avere. Solo l’amore salva dall’abisso
La storia di Lazzaro ci insegna che la vera tragedia è perdere se stessi confondendo l’essere con l’avere. Solo l’amore salva dall’abisso